I vaccini senza i frigoriferi

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Alcuni dei vaccini più diffusi contro il coronavirus, come quelli di Pfizer-BioNTech e di Moderna, devono essere conservati tra i -80 e i -20 °C a seconda dei casi, una circostanza che complica la loro distribuzione soprattutto nei paesi più poveri dove ospedali e cliniche non sempre possono permettersi congelatori potenti e costosi. Il problema della refrigerazione riguarda buona parte dei vaccini sviluppati nell’ultimo secolo, e per questo da diverso tempo alcuni ricercatori sono al lavoro per risolverlo ripensandone le formulazioni, in modo che non abbiano bisogno di essere tenuti nei frigoriferi. È una sfida non indifferente, ma la pandemia potrebbe contribuire ad accelerare le loro ricerche.

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